In questi giorni ho riletto qualcosa  a proposito della “fatidica” data 21/12/2012 che coincide, secondo il calendario Maia , con l’inizio del ciclo di lungo computo che dura esattamente da 1.872.000 giorni ovvero sia circa 5.125 anni , iniziato il 13 agosto dell’anno 3114  e che si concluderà con il 21/12/2012, secondo i Maya il tempo  è diviso  in    Cinque Ere Cosmiche  e corrispondenti ad altrettante civiltà. Le precedenti quattro  Acqua, Aria, Fuoco e Terra sarebbero tutte terminate con immani sconvolgimenti ambientali  e i Maya erano del tutto convinti e sicuri che l’attuale ciclo l’attuale Età dell’ Oro  fosse anche  l’ultima.  Quando il mondo avrà completato questo ciclo,  finirà fra disastrose inondazioni, terremoti e incendi: uno scenario molto simile alle profezie del Nuovo Testamento….. in realtà cosa succederà  nessuno lo sà, e di fatti a tal proposito  sono state formulate molte teorie, le più svariate, ad esempio, c’è chi conferma per tale data la fine del mondo, chi invece dissente e che in realtà non finirà del tutto ma che avrà  trasformazioni radicali rispetto al mondo  attuale , poi ancora gli sostenitori della Teoria della Cospirazione  che vedono il progetto di   una fantomatica  ’elite globale , che ci assoggetterà  alla protezione di un grande fratello , sotto una giunta corporativo-militare  e che  ci porteranno a tale stato servendosi di navi aliene appositamente  realizzate, una specie di strategia del terrore che ci  portarà a  credere che non esista altra possibilità di difesa che il modello  da loro proposto,  altri ancora collocano per  tale data l’arrivo reale degli UFO  sulla terra, e tante altre suggestive teorie ancora.. ma io credo che  la domanda da porsi aldilà di cosa succederà , è che se realmente avessimo un spazio temporale ben definito da vivere, prendiamo pure ad esempio il 21/12/2012, modificheremo il nostro modo di vivere di intendere la vita, il rapporto con i nostri simili, la natura, il mondo intero,  o no, continuando come fino a ora abbiamo vissuto????? Non avevo pensato a questo quando ho iniziato a scrivere ma man mano ha preso forma questa domanda nella mia testa… CHE FAREI ? la domanda nasce spontanea …. e io inizio a pensarci…

 

 

calendario maya

calendario maya

 

 

 

 

 

E successo tutto in un istante…potrebbero essere parole di una canzone, e invece questo e la sorpresa di un pomeriggio fatto di oscurità tuoni e fulmini…ben arrivata prima neve

veduta

veduta

Mea Culpa, Mea Culpa, Mea Culpa!!!! non potrò più averla….è  stata venduta ventesima e ultima  Lamborghini Reventòn una “utilitaria” da 650 cv e con un motore V12 di 6.5 litri…che dire i propietari risentiranno del caro benzina???? mah!!! chi sia  stato il ventesimo  acquierente non lo sappiamo,  è voluto restare anonimo;  per avere questa straordinaria supercar, perchè di questo si tratta, costruita “artigianalmente” e prodotta negli stabilimenti Sant’Agata bolognese , l’anonimo, ha dovuto sborsare un assegnuccio a vista con su scritto 1.000.000 di €ur … ops dimenticavo a questo prezzo ha dovuto aggiungere l’IVA…

In attesa del modellino Gallardo e unico che ci possiamo permettere … rifacciamoci gli occhi..lamborghini reventon

Prendo spunto da un bruttissimo fatto che ha colpito la ns. piccola cittadina , l incidente mortale che ha visto coinvolti dei giovani alla guida di un auto e la morte di una ragazza 18 enne, sono fatti che colpiscono il cuore già quando li vedi in TV ma che lasciano un segno sicuramente marcato quando colpiscono il luogo in cui vivi, prendo spunto da questo per inserire un articolo del Sole24Ore che ci fa capire come questi eventi siano molto più frequenti di quanto forse ci si possa immaginare. E anche se rispetto agli anni passati sono in diminuizione, restano sempre ” GRANDI TRAGEDIE PER CHI NE RESTA COINVOLTO”

 

Sulle strade del Belpaese calano

incidenti e vittime

di Claudio Tucci

In Italia, nel 2007, calano incidenti e vittime sulle strade. Rispetto al 2006, infatti, i sinistri al volante si sono ridotti del 3%, toccando quota 230.871, e le vittime di un, altrettanto, significativo 9,5 per cento, segnando 5.131 decessi. Dati in controtendenza rispetto alla media negativa degli altri Paesi dell’area euro, che registrano aumenti sia sul fronte delle vittime sulle strade (+10%), sia su quello del numero degli incidenti stradali (+17 per cento). Le strade urbane si confermano più pericolose delle autostrade, luglio il mese con la media più alta di incidenti (23.145 in valore assoluto) e di notte, meno incidenti, ma più pericolosi. Mancato rispetto delle regole di precedenza, guida distratta e velocità troppo elevata, sono le prime tre cause di incidente e costituiscono, da sole, il 45% dei casi. A rivelarlo è l’annuale rapporto sugli incidenti stradali Aci-Istat, presentato a Verona, che evidenzia un calo, complessivo, dell’incidentalità in Italia pari al 27,3 per cento: un buon segnale, ma, ancora, distante dall’obiettivo Ue per il 2010 del dimezzamento del numero dei morti sulle strade rispetto al 2001. «Non possiamo commettere – spiega il presidente dell’Aci Enrico Gelpi – l’errore di considerare il risultato raggiunto un traguardo fine a se stesso, visto che l’incidentalità fa contare, ancora, 633 incidenti ogni giorno, nei quali perdono la vita 14 persone e 893 rimangono ferite».

Gelpi evidenzia, poi, come la diminuzione dei sinistri, nel 2007, abbia consentito un risparmio all’Erario di oltre 3 miliardi di euro, anche, se, ricorda, “il danno economico per lo Stato e per la collettività, nel 2007, imputabile agli incidenti stradali ammonta a 30,4 miliardi di euro, pari al 2% del Pil nazionale”. Il costo sociale medio per ogni deceduto risulta pari a 1.372.832 euro, mentre quello per la persona ferita è pari, mediamente, a 26.316 euro. E con i soldi risparmiati, invece, prosegue Gelpi, più formazione sui giovani, ma, anche, via a un piano di investimenti “per almeno 40 miliardi di euro per ammodernare le infrastrutture e rendere le strade più sicure, partendo da quelle a maggior rischio incidenti”.

Dal rapporto Aci-Istat emerge, poi, che in Europa, nel 2007 ci sono stati circa 42.450 morti per incidente stradale, in lieve diminuzione (-1,2%) rispetto al 2006. Buoni i risultati di Germania (-2,8%), Spagna (-6,8%), Regno Unito (-7,3%) e Francia (-1,9%): anche se tutti inferiori alle performance italiana. Male, invece, la Danimarca con un aumento del 32,7% e un tutti i Paesi dell’Est Europa. Probabilmente, solo Francia e Portogallo riusciranno a raggiungere l’obiettivo Ue del -50% di morti rispetto al 2001.

Sul fronte italiano, invece, da segnalare come, anche nel 2007, le strade urbane si confermino più pericolose delle autostrade, con 176.897 incidenti (76,6% del totale) e 2.269 morti (73,3%), contro i 13.635 incidenti in autostrada, con 526 decessi. Alle strade extra urbane, il primato degli incidenti più gravi. Complessivamente, poi, nel week-end si registra il 25,2% di incidenti ed il 34,4 % di decessi, con un indice di mortalità pari al 3% (3 morti ogni 100 incidenti). Specialmente, di notte, dove si sono verificati 32.914 incidenti stradali, che hanno causato il decesso di 1.400 persone (pari al 27,3% del totale dei morti) e il ferimento di altre 53.206.

Negli incidenti stradali, infine, morti e feriti sono, soprattutto, i conducenti dei veicoli coinvolti. Meno a rischio, i passeggeri trasportati, che rappresentano il 16,7% dei morti ed il 23,9% dei feriti. Da segnalare, infine, il dato sui pedoni, che costituiscono un’utenza debole della strada: il 6,3% rimane ferito e, addirittura, nel 12,2% dei casi, viene ucciso. ( fonte Il Sole 24 Ore )

 

Ma quello dell’aumento globale della temperatura è un dato a dir poco incontrovertibile, ce lo dimostra questo grafico…

le donne lo percepiscono in anticipo.....

le donne lo percepiscono in anticipo.....

 

“Servi! Vergogna!” si grida. Siamo tutti colti o travolti dall’Indignazione, “stato d’animo di viva collera o di risentimento verso qu.uno o qu.sa che offende il senso di umanità, di giustizia o il senso morale” (Treccani) È una passione del valore. Eppure alcuni filosofi (Habermas) suggeriscono di non farne uso politico. Come mai? Frughiamo nella parola. Intanto essa ha a che fare con il decoro: la radice di degno è il latino decet. È sentimento intersoggettivo, intenso e immediato, suscitato da comportamenti ritenuti indecenti e che toccano principi collettivi. È passione comunicativa perché – a differenza dello sdegno che, davanti allo scandalo tace e rifugge – si manifesta e si sfoga, fino al vituperio. [...]

 

Fonte:
Segni del tempo. Vol. 1.: Lessico del politicamente scorretto, Guaraldi Editore, 2003, ISBN 88-8049-186-5, pp. 220

 

Scorrendo sul web alcune delle maggiori testate giornalistiche online, mi accorgo che l’indignazione italiana e in fase fortemente ascendente, che incredibilmente solitamente si muove  di pari passo alla “indignazione pubblica” e fino qua nulla di eccezionale…la cosa strana emerge quando la “indignazione di testata “  svanisce o forse semplicemente viene occultata, quella “pubblica” in modo perfettamente speculare svanisce. A questo punto mi viene da pensare ma i giornali risaltano i sentimenti dei cittadini italiani o quest’ultimi si accostano a quella dell’informazione giornalistica, così non devono sforzarsi a pensare su cosa indignarsi?Misteri italiani! Come se non ne avevamo già abbastanza…..

 

Beh vediamo che dice il web, sull’ indignazione quotidiana:

 

 

Roma, 27 nov. (Adnkronos) – Il presidente della Camera, Gianfranco Fini, ha espresso in Aula tutto il suo “orrore ed indignazione” per i “tragici” attacchi terroristici che si sono verificati a Mumbai in India. Fini ha poi trasmesso “vivissimo cordoglio ed i sentimenti di vicinanza e solidarieta’ ai familiari di Antonio Di Lorenzo” e ha invitato l’aula ad un minuto di silenzio in memoria dell’italiano ucciso a Mumbai. Inoltre, il presidente della Camera ha inoltre fatto sapere di aver chiesto un’informativa al ministro degli Esteri, Franco Frattini.

 

 

 

Da opposizione, sindacati e cattolici valanga di proteste contro la proposta leghista
Veltroni: “Come italiano non lo posso tollerare”. Epifani: “Così torna l’apartheid”

Classi ponte, cresce l’indignazione
“Intollerabili, incivili, razziste”

Dubbi nel Pdl: la Mussolini scrive alla Gelmini e Alemanno chiede “una riflessione” (REPUBBLICA.IT)

 

 

UE, ORRORE E INDIGGNAZIONE

(ANSA.IT)

 ”La Ue apprende con orrore e indignazione degli atti terroristici di Mumbai e condanna con forza la presa di ostaggi ancora in corso”. E’ quanto si legge in un comunicato della presidenza francese dell’Unione europea.

 

 

Si potrebbe continuare per un bel pò ancora, prendendo stralci da giornali e agenzie stampa….ma “vi risparmio”…. la domanda che mi nasce spontanea , visto che siamo diventati un paese di “indignati” …ma quanto ci dura questo “stato d’animo di viva collera o di risentimento” beh a pensarci bene…ma in verità non tanto bene bene , non ho fatto grossi sforzi, per dirla alla Paolo Coelho, “ 11 minuti  , se non e proprio questo lo spazio temporale , credo che non sia tanto di più , da premettere che neanche io mi tiro fuori … faccio parte dell’ indignazione pubblica… ma vediamo di fare un passo indietro, di precendenti indignazioni, me ne viene in mente una…quella della situazione di orrore nella  repubblica democratica del Congo, magari dato che nessun politico o cittadino si indigna la situazione sarà notevolmente migliorata o se no del tutto risolta… beh a sentire quello che ci ha da dire unimondo . org non direi, ma potete leggere da soli…

 

 

R.D. Congo: crescente spirale di violenze, l’appello di Vita

venerdì, 28 novembre, 2008

Nuovi scontri con civili nel panico” e una “spirale di violenze fuori da ogni controllo” sono i titoli degli ultimi comunicati dell’agenzia di stampa dell’Onu sulla situazione nella Repubblica Democratica del Congo (R.D. Congo). “Gli attacchi del Congresso Nazionale per la Difesa del Popolo (CNDP) hanno causato nuovi sfollamenti nel Nord Kivu” mentre cresce  “l’escalation di violenze sessuali nelle forme più brutali commesse da entrambe le parti in conflitto, compresi i militari dell’esercito” – riportano le agenzie l’Onu. (unimondo.org)

 

 

Beh forse l’indignazione dovrebbe durare fino a che non si “obbliga qualcuno” a fare il proprio dovere e cercare di risolvere o almeno migliorare la causa scatenante dell’indignazione stessa.

 

 

 

 

 

 

 

La crisi economica mondiale? Silvio Berlusconi prosegue sulla linea dell’ottimismo e per frenare le paure di consumatori, produttori, investitori ricorre alla storia indiana di un vecchio saggio. Una favola che, riferisce, è piaciuta anche ad Angela Merkel.(ansa.it)

 

Non sarà che chi parla di ottimismo, ho citato Berlusconi per tutti ma la lista dei sostenitori all’ottimismo richiederebbe parecchie pagine di nomi e “Guttollo.it non me le concederebbe”  per tornare agli “ottimisti” le cose sono due, o hanno una visione al di sopra delle nostre umane possibilità intuitive o noi cittadini e la Caritas Italiana abbiamo le visioni….un piccolo stralcio di un mesetto fa…..

Povertà: Caritas, emergenza per 15 mln di persone

15 ottobre 2008 alle 12:22 — Fonte: repubblica.it

In Italia “l’emergenza sociale riguarda 15 milioni di persone”, quindi non solo i 7,5 milioni di persone ufficialmente sotto la soglia della povertà, ma altrettanti che “si collocano poco sopra, e quindi sono da considerare ad alto rischio”. Lo afferma il Rapporto sulla povertà in Italia elaborato dalla Caritas Italiana in collaborazione con la Fondazione Zancan.

 

 

Il 20% della Sicilia è a rischio

desertificazione.

Lo rivela uno studio dell’Università di Palermo

Circa il 20% del territorio siciliano è a rischio di desertificazione. E’ questo il dato più rilevante della carta regionale elaborata dall’assessorato all’Ambiente, con il contributo dell’Università di Palermo e i ricercatori dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia. La “carta della vulnerabilità alla desertificazione” è stata presentata questa mattina a palazzo dei Normanni. “Il lavoro – ha spiegato Giovanni Arnone, dirigente del servizio Assetto del territorio e difesa del suolo – è cominciato circa un anno e mezzo fa ed è costato solo 25 mila euro. La carta identifica le aree dove il degrado delle terre e la desertificazione sono già in atto o possono costituire un problema”.